giovedì 11 luglio 2013

Del Piero correva come Enea...




Per tutta la mia adolescenza (e in verità anche oltre) il mio calciatore di riferimento è stato Alessandro Del Piero, chi è tifoso di Del Piero lo sa che c'è qualcosa di diverso nell'appassionarsi a lui invece che a qualsiasi altro giocatore, i tifosi di Del Piero lo sanno che c'è da soffrire, che le cadute saranno durissime ma la gioia al momento della risalita e della nuova consacrazione sarà un'emozione incredibile, mai banale, sperata tra i dubbi e le certezze, un tifoso di Del Piero insomma lo sa. 
Finisce che poi un adolescente si immedesima a tal punto che per coincidenza i momenti belli del proprio idolo siano proprio quei momenti indimenticabili della propria esistenza e quelli brutti coincidano con analoghe situazioni spiacevoli, chissà forse è empatia o una magia che nasce dalla fantasia umana e dalla passione.
Ho saputo dell'esistenza di Pippo Civati qualche anno fa, casualmente, sulla mia bacheca facebook pubblicarono  un post di Civati su Del Piero, da lì in poi ho appreso che le motivazioni per seguire Civati erano anche altre e ben più importanti.
Ieri dopo un'altra pagina triste per la storia recente del Partito Democratico, in cui solo Civati e pochi altri hanno saputo tenere la testa alta e leggendo poi dello stato d'animo del nostro affezionatissimo, mi è venuta in mente ancora una volta l'incredibile favola di Alex Del Piero, l'episodio del gol al  Bari a pochi giorni  dalla morte del papà, in un mirabile articolo all'indomani della prodezza del nostro beniamino la Gazzetta dello sport scriveva: 

" Del Piero correva come Enea in fuga da Troia in fiamme col peso di un padre sulle spalle"

Ecco spero che il Pd sia come il vecchio Anchise, e che al congesso un giovane Enea possa portarlo sulle spalle per fondare una nuova civiltà (democratica)...




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