sabato 27 luglio 2013

101


Questo è il post del blog numero 101... magari potevo festeggiare in una maniera pacchiana il numero 100 ma l'aquila di Ligonchio non mi garba tanto per le scelte politiche, dunque festeggerò quando non ci sarebbe nulla da festeggiare, sul simbolo, il 101, delle più recenti sciagure del Pd, lo farò commentando l'ultima fatica letteraria del nostro affezionatissimo Pippo Civati, NON MI ADEGUO.
Ho acquistato e letto il libro qualche settimana fa, non appena è uscita la versione e-book a pochi giorni dal rientro dalla bellissima tre giorni di Reggio Emilia.
Lo stile è sempre quello del blog, asciutto e profondo al tempo stesso e non senza una punta di ironia, viene descritto tutto quello che avrei voluto sentire nell'intervento  di Reggio Emilia che Pippo ha tenuto come chiusura di [w] la libertà politic camp, in quell'occasione me ne stavo sotto un'acacia, al fresco in mezzo a tanti compagni, ma il discorso mi era sembrato finire troppo presto, in realtà siamo noi ad essere abituati male con politici prolissi, difatti in quel momento l'amico Sandro mi ha spiegato che i discorsi non devono durare oltre un tot di tempo altrimenti l'attenzione cala e il tutto perde di efficacia, ebbene con questo scritto Civati mi spiega tutto schematicamente e in maniera esaustiva.
Il libro si sviluppa nell'illustrare i 101 punti per cambiare, come degna risposta e motivo di riscossa nei confronti di quei 101(punti neri) che finora hanno vinto (a volto coperto) la loro battaglia nel pd.
Nell'esposizione di questi 101 punti immagino ci sia  un corposo antipasto di quella che sarà la proposta della mozione Civati, e di quello che sarà il pd che desideriamo:
 
 " Mai più posizioni interscambiabili: il Pd si deve abituare a rispondere alle domande della società con risposte chiare  e coerenti nel tempo. E lo stesso schema "a domanda rispondo" deve diventare la cifra di tutta la nostra comunicazione. Senza troppi giri di parole. E di giostra."
 
Questa parte che ho trascritto integralmente è quella che mi è rimasta più impressa, questo lavoro di cambiamento è il compito che vogliamo affidare a Civati, la battaglia ovviamente è dura perché un partito semplice che può permettersi lo schema del "a domanda rispondo" dovrà anche coniugarsi con l' esigenza indispensabile di un "grande Pd" sul modello Ulivo che tutti auspichiamo, quindi plurale ed ospitale ma anche puntuale, questa è la sfida di Civati, in questo periodo cupo spero possiamo però affrontarla con un largo sorriso e con l'ottimismo che sempre porta una nuova estate. 
 
Da questa estate di calciomercato dobbiamo venirne fuori con un futuro allenatore che pratichi il calcio totale 
 
 
 
  

Nessun commento:

Posta un commento