giovedì 23 maggio 2013

Le finte di Zidane e gli attivisti a cinque stelle

Io mi ricordo bene degli anni di Zinedine Zidane alla Juve, me li ricordo con tanta soddisfazione, gli stop volanti, gli stop a seguire, le veroniche, i doppi passi, i dribling secchi e quelli ricamati, schiaffi di esterno e carezze di suola, fantasia sudamericana e tecnica danubiana per il campione berbero marsigliese. Mi ricordo anche i racconti che di Zizou facevano i compagni di squadra, come spesso succede con i grandi campioni, i gregari testimoniano che quello che succede in partita è nulla al confronto delle straordinario repertorio messo in luce in allenamento. Questo numero eccezionale di colpi da maestro, esibiti con una naturevolezza e facilità impressionante, ingenerava nei compagni uno spirito di emulazione che alle volte in partita portava a risultati disastrosi e così poteva capitare che qualche mediano o terzinaccio della juve di Lippi o di Ancelotti volendo prendere spunto dal campione francese si esibisse in qualche "numero" che a causa dell'imperizia del protagonista innescava ripartenze e ocasioni per gli avversari.
Questo aneddoto mi viene in mente ogni volta che un attivista del M5s cerca di fare il verso a Beppe Grillo con risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ogni volta che un grillino cerca di canzonare alla maniera di Beppe qualche avversario politico viene fuori un verso sguaiato, un inciampo, una caricatura senza ironia, l'ultima volta è successo l'altro giorno con Corrado Formigli che è stato vittima degli insulti di un Grillino.
Se Zidane aveva la tecnica danubiana di Ferenc Puskás, Beppe grillo ha quella danubiana dei circensi e anche quella non è facile da imitare.

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