domenica 14 ottobre 2012

Da rottamare a differenziare.

Qualche giorno fa leggendo questo pezzo sul blog di Civati, mi sono sentito proprio sollevato, una volta di più ho pensato che  esistono persone alle quali affidarsi all'interno del partito.
Pare effettivamente che la faticosa traversata nel deserto volga al termine, e forse, grazie al segretario Bersani e al grande lavoro fatto da tutti, è possibile un passaggio non violento da vecchi a nuovi.
Eppure leggendo le ultime righe del suddetto articolo mi è venuta un pò di tristezza:

"E che tornerò a studiare e a insegnare, quando tutto sarà finito (anche presto), perché mi piacerebbe che questo Paese diventasse un Paese in cui fare gli insegnanti è un’ambizione altrettanto forte che fare i politici. Anzi, di più"
Nulla da dire sull'insegnamento, scelta nobile, ma queste parole mi hanno fatto pensare al problema del ricambio, delle personalità in politica e quale sia il limite tra occupazione permanente di una poltrona e rispetto della volontà popolare.
Io sono un sostenitore di Civati e non vorrei che tra, che ne so, dieci o quindici anni, questi si facesse da parte. Credo piuttosto che tra un pò di anni ancora maggiori saranno le sue capacità e che più prezioso e più valido possa essere il suo contributo.
Partendo da questa piccola considerazione e tornando ai giorni nostri ritorna ad essere più che mai attuale il discorso della rottamazione della classe dirigente del PD.
In queste ore di scandali e manette la politica è, probabilmente giustamente, messa alla berlina, urge il cambiamento, lo statuto del PD è chiaro sul numero dei mandati che ciascun parlamentare può fare in parlamento, se non cambierà la legge elettorale la soluzione prospettata, per ultimo anche da chi vi scrive, sono le primarie per i parlamentari.
Ma tutti quei parlamentari che non candideremo e che stanno da trent'anni in parlamento che faranno? E' giusto privarci di queste esperienze rottamando?
E' di queste ore la notizia che Walter Veltroni non si candiderà alle prossime politiche, la scelta è stata da subito salutata da tutti come un grande gesto, eppure, checchè se ne dica, cinque anni fa Veltroni fondava il partito e pochi mesi dopo, seppur sconfitto nella tornata elettorale riportava un grandissimo risultato in termine di voti,  34% un italiano su tre, eh già i voti, quelli sono indispensabili, questi vecchi da rottamare i voti li hanno sempre presi.
Come cercavo di far notare qualche giorno fa il problema vero riguarda la mancanza di una classe intermedia tra giovani e vecchi, quelli che dovrebbero governare, gli uomini e le donne nati negli anni sessanta, scomparsi nel buco nero creato dalla fine dei partiti del novecento.
Ora si vuole rottamare, con motivazioni sicuramente condivisibili ma anche cavalcando l'odierno malcontento per la politica, e proprio ora che la traversata nel deserto pare volgere al termine, i vecchi dirigenti dovrebbero andarsene e squalificare in un gesto la lotta di questi anni.
Invece bisognerebbe dire che a prescindere dagli uomini avevamo ragione, che in questi anni nelle mille difficoltà il partito democratico ha saputo rinnovarsi proponendo si una classe politica rigenerata ma in continuità con i vecchi che non vanno di sicuro rottamati ma piuttosto "differenziati"... certo il termine forse è ancora più ruvido ma è fondamentale non perdere le professionalità e le capacità riproponendole nelle scuole di formazione della politica che devono essere presenti su tutto il territorio nazionale e per dare più lustro alle amministrazioni locali che oggi più che mai hanno bisogno di serietà, saggezza ed esperieza.
Il nostro partito si sa, non vuole e non deve eccedere nei personalismi, ma è normale che nel coltivare la passione politica  ci si affidi ad alcune guide, rottamare personaggi come D'Alema o come Bindi  in un certo senso vuol dire anche far sentire in errore tutti quei militanti che hanno fieramente sostenuto questi esponenti.
In conclusione, dunque, primarie per i parlamentari, deroghe al minimo, ma ruoli attivi nel partito per chi ci ha portato fin qui.



1 commento:

  1. Per carità, ma teniamoci baffino dalema. Ha fatto tanto per l'Italia ...
    Ma teniamoceli tutti, questi professionisti del magna magna, che vivono nell'attesa del premio di produzione perché loro, a scalzare la maniga di ladri del PDL, manco ci hanno provato, per non governare sulle macerie ... portano voti, no? e senza nemmeno dover distribuire una scarpa ad elettore o comprarli dalla ndrangheta.
    E perché no, facciamo una campagna acquisti per riprenderci i Calearo, i Rutelli, e Mastella no? E Dini ... che tanto ci ha aiutati ...differenziamo ... forza sinistra, avanti tutta, oops! lo scoglio!

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